Bologna, le librerie dentro porta – Parte 2

1
331
Entrata libreria

Nella prima puntata di Bologna, le librerie dentro porta, che trovate qui, ci siamo concentrati sul quartiere Porto, parlando delle librerie di via San Felice, via Santa Croce, via De’ Gombruti e via Marconi. Questo sabato mattina ci siamo spostati verso via Riva Reno, il Paladozza e la stazione, entrando nel quartiere Navile.

ZONA N.2: quartiere Navile

  • Libreria Pickwick, Galleria 2 Agosto 1980

Originariamente, oltre a quella della libreria Pickwick, sulla nostra cartina mentale avevamo conficcato altre due puntine, che però ci hanno fatto abbondantemente sanguinare e ricoverare d’urgenza al Maggiore. Dopo esserci ripresi dal coma ci siamo recati sulle cicatrici, ma non abbiamo trovato nulla. Temendo di avere subito danni permanenti oltre ai nostri soliti (fortuna che non siamo donne, se no sai i danni alla permanente), abbiamo controllato: la libreria commissionaria Diaframma srl di via Amendola o è inaccessibile o non esiste. Non una targa, un’indicazione, una parvenza d’insegna. Il negozio di scacchi e libreria “Le due Torri” di via Ugo Lenzi, a pochi metri dal Paladozza (detto anche Madigan) e di fronte al negozio di streetwear del leggendario Shezan il Ragio, si è da pochi mesi trasferito, cito dal sito, in via Gobetti 52/3, sotto la grande torre ciminiera. Si vede che Saruman affitta a prezzi più vantaggiosi. A questo punto, non ci resta che piangere. No. Non ci resta che il gelato. Superiamo la Cineteca e la Fondazione Lercaro verso la gelateria Delizie sulla Riva. Saluto, cono 3,50, tasca dietro, masturbazione del portafoglio, vuoto di Eridano, ramata violenta sul bancone, occhiattaccia, fuga. In auto ci aspetta una multa. Mandiamo i vigili a fare quello che abbiamo fatto al portafoglio e andiamo alla libreria Pickwick.

LIBRERIA PICKWICK

La libreria Pickwick si trova in un luogo che non si trova facilmente, almeno per chi non sia frequentatore abituale della stazione centrale. Dal Piazzale Medaglie D’oro e dal suo orologio monolite dirigetevi verso gli hotel che affacciano sul viale. Una volta sotto il portico, con la stazione alle spalle, girate a sinistra fino alla gelateria. Sulla destra noterete un ampio spazio aperto dalla forma semiovale, circondato da un portico moderno che ospita vari negozi. Si tratta dell’ex cortile interno di un palazzo privato di inizio novecento, brutalmente (architettonicamente parlando) riadattato a galleria pubblica nei primi anni 90′. Lo deduciamo dall’inspiegabile pavimento a piastrelle, che ha gli stessi colori della sigla dei Power Rangers Mighty Morphin.

La libreria è sotto al portico di sinistra, poco prima del Ristorante Bolognese. Dopo sexy shop, ristoranti cinesi, kebabbari, pizzerie al trancio, bar, sale slot e negozi di souvenir, per l’occhio è una gradita sorpresa trovarsi improvvisamente davanti a qualcosa che esuli dalla trinità sesso, cibo, soldi. Data l’eccezionalità dell’evento, alcuni passanti non mancano di scattare una foto. Lo spazio davanti all’entrata è occupato da espositori mobili e fissi zeppi di ottime edizioni in offerta (due esempi, Abscondita ed Es). Nelle vetrine esterne libri d’arte d’ogni tipo, dalla pittura Rinascimentale ai tappeti d’oriente ai mobili antichi.

Entriamo oltrepassando l’insegna viola acceso e ci guardiamo intorno. La libreria, lunga e stretta, si sviluppa su due piani. La struttura interna, fatta eccezione per le volte a botte del soffitto, rispecchia quella della galleria. Scale, ringhiere di ferro nero e scaffali a muro bianchi e marroni. Sembra, in alcuni punti, di trovarsi sul ponte di un traghetto. Gironzoliamo per alcuni minuti, poi ci presentiamo ai cassieri e cominciamo a parlare.

La libreria è gestita dalla famiglia Turrini, che lavora nel settore librario da generazioni. L’attività è stata lanciata dai genitori dell’attuale proprietario, ma il negozio ha aperto in questa sede in tempi abbastanza recenti, nel 1997. La libreria Picwick è la libreria più grande d’Italia specializzata in arte moderna e contemporanea, soprattutto italiana, anche se naturalmente, oltre ai libri d’arte, si trattano i più diversi argomenti, come in una normale libreria generalista. Un’idea fondamentale che emerge spesso durante la conversazione e che ci viene ribadita più volte, è come, nella visione del proprietario, la libreria sia non solo un negozio, un’attività commerciale, ma anche e per prima cosa un luogo dove sviluppare una nuova socialità basata sull’accesso facilitato alla cultura e alla sua condivisione. Per questo, ci dice, pratica sconti così forti. In particolare, sui libri d’antiquariato, rari e difficili da trovare, la differenza di prezzo è consistente.

Piuttosto che su uno scaffale, preferisco un libro tra le mani di qualcuno, anche se così guadagno un po’ meno

La libreria Pickwick non ha il fascino antico della libreria Seab, o i fiori colorati di Igor, ma supplisce a queste mancanze (?) con la qualità e varietà dei suoi testi, la disponibilità verso il pubblico, lo stile unico (non particolarmente elegante, ma comunque unico) del luogo e la posizione nascosta che ne rende grata la scoperta casuale nel ventre pendolare della città.

Ora, dopo il gelato, andremmo a prendere il caffè della stazione per neutralizzare il vino, ma siccome non siamo Guccini andiamo a casa.

1 COMMENT

Comments are closed.