Bologna, le librerie dentro porta – Parte 3

Nella seconda parte di Bologna, le librerie dentro porta ( la trovate qui) abbiamo fatto visita alla libreria Pickwick. Questo sabato vi portiamo in via Irnerio, nel quartiere San Vitale.

ZONA N. 3: quartiere San Vitale

  • Libreria Ubik: via Irnerio 27/B

Considerando che l’ultima volta che abbiamo provato a parcheggiare in centro ci siamo ritrovati con una multa sul parabrezza, questa volta abbiamo deciso di prendere l’autobus. Scendiamo dal 91 in via Marconi, proprio di fronte alla libreria Il Baule del Nonno, e ci dirigiamo verso la stazione centrale. Passiamo l’incrocio con via Riva Reno e proseguiamo fino a Piazza dei Martiri, dove svoltiamo a destra in via Dei Mille. Dopo via Montebello, un’altra curva a destra ed eccoci in via Galliera, diretti alla libreria antiquaria Docet. A Bologna, le prospettive  dei portici serpentiformi indirizzano lo sguardo lungo un’ideale linea retta, inducendoci a camminare seguendone le spire, mentre invece bisognerebbe guardare in alto. Prima del portico, alziamo un attimo gli occhi a leggere la targa marmorea posta sopra le nostre teste:

IN QUESTO LUOGO OVE SORGEVA LA CASA
DI DOMENICO MARIA NOVARA PROFESSORE ALL’ANTICO STUDIO BOLOGNESE
NICOLÓ COPERNICO
MATEMATICO E ASTRONOMO POLACCO
CHE DOVEVA RIVOLUZIONARE LA CONCEZIONE DELL’UNIVERSO
ESEGUÍ NEGLI ANNI 1497 – 1500 ASSIEME A QUEL MAESTRO
GENIALI OSSERVAZIONI CELESTI

NEL V CENTENARIO DELLA SUA NASCITA
IL COMUNE L’UNIVERSITÁ L’ACCADEMIA DELLE SCIENZE DELL’ISTITUTO DI BOLOGNA
L’ACCADEMIA POLACCA DELLE SCIENZE
POSERO

É grande, bene in vista, eppure non la nota nessuno. Oggi quella casa e la via che la ospitava non esistono più, al loro posto ci sono il negozio di prodotti tipici russi e ucraini Kalinka e la Cartoleria Kookoo, che a dispetto del nome è una libreria dell’usato. Incuriositi, entriamo a chiedere informazioni, ma il proprietario ci comunica abbastanza spicciamente di uscire, perché “ha degli operai”. Da quel poco che riusciamo a vedere, la libreria è enorme, disposta su due piani e le pareti sembrano decorate da murales. Torneremo. Usciti, continuiamo su via Galliera. Resistiamo alle dolci tentazioni della gelateria Galliera 49 e arriviamo nella piazzetta di via San Giuseppe, sulla quale si affacciano le vetrine della Cappelleria Malaguti e della libreria Docet,  fatalmente chiusa (prima che mi insultiate, sul sito gli orari non ci sono).

É ora di pranzo. Sconsolati, mangiamo una pizza da Brisa e torniamo indietro. Su via Dei Mille voltiamo a destra, attraversiamo la piazzola e ci dirigiamo verso l’ultimo luogo rimasto sulla nostra lista (cartacea stavolta). La libreria Ubik si trova in via Irnerio 27/b, sotto all’ampio portico di un gradevole palazzo risalente probabilmente ai primi anni del novecento, a metà strada tra i locali sfitti dell’ex Eden (gli anni beati dei cicchetti a un euro) e la parrocchia di Santa Maria e San Domenico della Mascarella, dove qualche giorno fa si sono rifugiati alcuni occupanti sgomberati.

Entriamo. La libreria è disposta su un piano solo e ha la forma di una “u” coltivata in Giappone o di un ferro di cavallo squadrato. Si accede da uno dei due piedi. Camminiamo circumnavigando “isole di libri” quadrate disposte ordinatamente in file al centro delle sale. L’interno è arredato sobriamente, ma con gusto, e benché gli arredi moderni non abbiano lo stesso fascino delle antiche mappe e fantasticherie assortite della libreria Parolini, l’ambiente risulta ben curato e accogliente. In fondo alla salone centrale c’è un salottino aperto con un tavolo e grandi poltrone di legno chiaro su cui ci si può rilassare leggendo qualcosa. I colori predominanti sono il bianco degli intonaci e delle lunghe scaffalature addossate alle pareti e il rosso brillante delle bande che vi corrono alle estremità.

La libreria è gestita da quattro socie, Cinzia, Manuela, Raffaella e Rita, due delle quali erano già presenti quando la libreria si chiamava Galleri ed era in via Indipendenza. Da lì, circa venticinque anni fa la libreria si è trasferita in via Irnerio, prendendo il nome della via. Nel 2003 le quattro socie di oggi, le due dipendenti storiche più altre due nuove, hanno rilevato l’attività e nel 2012 si sono unite al franchising Ubik. La libreria ha cambiato nome l’ultima volta ed è diventata quella dentro cui siamo adesso. Come per la Libreria Delle Donne dunque, una storia tutta al femminile. In una certa misura si è mantenuto lo spirito della libreria Galleri, che era specializzata in testi giuridici, tecnici, ambientali, di architettura. Oggi, a quelle tradizionali sono state aggiunte molte altre sezioni, come scienza della pedagogia e medicina alternativa, e l’offerta spazia dalle riviste di settore all’ultimo romanzo uscito sul mercato, senza dimenticare i libri per bambini e ragazzi (vi è una apposita “sala ragazzi” in una gamba della “u”). Naturalmente, una buona libreria non è solo un negozio di libri, ma anche luogo di incontro tra autori e lettori e di aggregazione per la cittadinanza. La libreria Ubik non si sottrae certo a questa virtuosa consuetudine. Ogni tre giorni si tengono presentazioni di nuovi libri e si organizzano corsi di scrittura creativa e lettura ad alta voce. Inoltre, caso sinora raro, la libreria collabora con le librerie Igor e Trame nell’organizzazione di rassegne estive.

Non la chiameremo “baluardo della cultura” o “oasi di libri”, ma escludendo la Feltrinelli di via Dei Mille, questa è l’unica libreria indipendente di tutta la via. Che non diventi l’ennesimo pizza al trancio, banca o negozio di cover è anche responsabilità vostra.

Ultima cosa, fondamentale. Se siete studenti vi fanno il dieci per cento di sconto, quindi andateci.

 

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2 Risposte

  1. 5 giugno 2016

    […] vi avevamo promesso nell’ultimo articolo, dopo aver dovuto ripiegare su via Irnerio, oggi siamo tornati in via Galliera, nel quartiere […]

  2. 29 luglio 2017

    […] vi avevamo promesso nell’ultimo articolo, dopo aver dovuto ripiegare su via Irnerio, oggi siamo tornati in via Galliera, nel quartiere […]

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