Schiele: esponente assoluto del primo espressionismo viennese del Novecento

Egon Schiele e Wally
Egon Schiele e Wally

Dieter Berner è un regista ed attore austriaco, è lo sceneggiatore (insieme ad Hilde Berger) della biopic su Egon Schiele del 2016, nelle sale cinematografiche solo tre giorni di novembre 2017.

Questa biografia, concentrata e cruda, racconta gli avvenimenti salienti degli ultimi 10 anni di vita del pittore, scomparso a soli 28 anni.

Vienna, 1920. La prima guerra mondiale è finita, ma l’umanità deve fare i conti con l’eredità che vi ha lasciato. Egon è nel suo fatiscente appartamento senza forze e gravemente malato. Nella camera da letto giace il cadavere di sua moglie.

È Gerti Schiele, la sorella minore, a trovarli, a prendersi cura del fratello malridotto. Il film inizia da un pittore che, nonostante i 28 anni, è vissuto, vecchio, è al capolinea.

Torniamo indietro, in una Vienna fresca e spensierata, dieci anni più giovane. Un aspirante pittore, insieme alla sua sorellina, disegna quella che sarà un’ossessione per tutta la breve durata della sua vita: il corpo femminile.

Il primo colore a dare un tono decisamente forte al film è il rapporto tra i due fratelli. Condividono un segreto tormentato sulla morte del loro padre, ma condividono anche la camera da letto ed una sfera di sentimenti molto intimi ed incestuosi.

Egon e Gerti Schiele
Egon e Gerti Schiele

Gerta si denuda di fronte ad Egon perché lui possa portare avanti i propri studi sulla fisicità femminile, sulle pose nient’affatto naturali degli arti, sul cambiamento immaginario e sensazionale che regala la prospettiva. Lui stesso definirà i propri dipinti erotici e lo ribadirà in tribunale quando sarà condannato come cultore e veicolo della pornografia.

Egon è un giovane squattrinato che vuole fare fortuna, vendendo ed esponendo i propri quadri. Sembra, per questo, un qualunque sfaticato tra le nuvole, amante del divertimento e delle donne. Ma i suoi demoni non tardano ad arrivare.

Il ricordo della morte del padre lo perseguita a tal punto da percepirne la presenza. Gerti non è certamente l’aiutante in questa storia, piuttosto un antagonista geloso. Entrambi i fratelli vivranno molti alti e bassi, ferendosi e ritrovandosi come due amanti.

Questo rapporto morboso pare interrompersi con l’arrivo di Wally Neuzil, che ci viene presentata come la modella di un vecchio Klimt, mentore di Egon. Sarà il suo unico grande amore, l’unica testimone di grandi cambiamenti artistici.

Schiele è un giovane bohémienne viennese che vive di arte, non trova altro di significante nella propria vita, trova ispirazione dalle posture più assurde. Ed io, di questo, ho sorriso.

Schiele, però, è anche il ritratto di un ragazzo disilluso che porta la rivoluzione in tasca, incapace di scindere la propria vita privata da quella professionale. Qui, invece, una valle di lacrime.

Mi domando: se non fosse partito per il fronte, ora il mondo sarebbe sommerso da più di trecentoquaranta dipinti e duemilaottocento acquerelli e disegni?

Andate al cinema a vedere questo film.

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