Grease: il film di tutte le generazioni

 

Era il 1978 quando Grease popolava gli schermi di tutto il mondo. Il film di Randal Kleiser, tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey, all’occasione dei suoi quarant’anni è stato proiettato al Cineclub Bellinzona di Bologna giovedì 24 maggio in una calorosa sing-along-version.

Stati Uniti, anni ’50. Sandy Olsson e Danny Zuko si incontrano su una spiaggia al tramonto vivendo la classica storia d’amore estiva, destinata a finire quando lei deve ripartire per l’Australia. I piani di Sandy però cambiano: rimasta in America, si iscrive alla Rydell High School, la stessa scuola frequentata da Danny. Sandy, inizialmente spaesata, si aggrega ad un gruppo di eccentriche ragazze, le Pink Ladies, così lontane dalla sua immagine di studentessa pura, buona e casta. Nell’occasione di una parata i due ragazzi si rincontrano inaspettatamente grazie a Rizzo, la Pink ribelle e impertinente, e Danny, che nella scuola è leader di una band di scalmanati, gli T-Birds, per garantirsi il rispetto degli amici si mostra a Sandy tutt’altro che come un gentleman, ma come un duro e altezzoso sciupafemmine. Sarà l’inizio di un tira-e-molla che durerà per tutto il film e influenzerà gli altri personaggi, innescando una serie di sfide, fino a quando i due protagonisti non “cambieranno le reciproche vesti” per farsi apprezzare l’uno dall’altro.

In Grease c’è tutta l’America patinata degli anni ’50 che tanto ci piace ricreare falsamente oggi: i drive-in, i fast food e i giubbotti di pelle neri, le gonne lunghe e volteggianti, i capelli cotonati e boccolosi, il rock’n’roll e i juke-box.

 

 

 

Ed è proprio la musica, grazie alla sua indimenticabile colonna sonora, il “motore ruggente” del film. Celebre il ricordo delle Summer Nights d’amore, sugli spalti del campo sportivo; il sogno infranto di Sandy in Hopelessly devoted to you, le automobili che da rottami diventano luccicanti in Greased Lightenin’, la tradizione secolare del “ballo di fine anno” americano; l’amore perduto di Danny in Sandy e infine il capovolgimento della situazione finale in You’re the one that I want, con il coronamento dell’idillio amoroso. Viene fuori così un film corale, divertente, energico e moderno, che non si fa riserve di allusioni sessuali, ma anzi le incoraggia, mettendo in scena degli adolescenti in cui rispecchiarsi ad ogni età, che devono fare i conti con il crescere assieme agli altri e il realizzare al contempo sé stessi.

Non meno che nella sceneggiatura, la forza di Grease sta negli interpreti e nell’alchimia che si crea tra di loro: John Travolta, idolo delle ragazze alla fine degli anni ’70, aveva raggiunto il successo grazie alla Febbre del sabato sera e Olivia Newton-John, con una promettente carriera da cantante, conquistò con questa interpretazione la fama mondiale.

Grease attinge da una tradizione consolidata nel cinema hollywoodiano, quella del musical, che ha visto la sua codificazione con i titoli come Singin’ in the Rain, West Side Story e Tutti insieme appassionatamente e che può trovare, oggi, una continuità tematica in film come Moulin Rouge o il più recente La La Land.

Candidato ad un Premio Oscar e vincitore di quattro Golden Globe, quando uscì Grease creò un’onda che venne cavalcata sui palchi dei teatri di tutto il mondo e che è arrivata fino ai giorni nostri – come ci ricorda Saverio Marconi, il regista della trasposizione teatrale italiana, che ha introdotto la proiezione di giovedì al Cineclub. Grease ci piace tanto perché, a distanza di anni, ci fa ancora divertire, commuovere e scatenare sulla poltrona: Grease is the word, la parola capace di far ballare intere generazioni, che si fissa nella mente dello spettatore come la lacca che si attacca ai capelli.

 

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