UniBO: cambio dei requisiti per accedere alla LM 14 in Italianistica; la prova di accesso scatena preoccupazione e perplessità

prova d'accesso magistrale italianistica
prova d’accesso magistrale italianistica

Lo scorso 20 aprile gli studenti e le studentesse dell’Alma Mater Studiorum, bloccati dal provvedimento ministeriale che modifica i requisiti di accesso alla LM (laurea magistrale) 14 in Italianistica, si sono riuniti in via Zamboni per discutere delle recenti modifiche riguardo le modalità.

Le cause sarebbero: la grande quantità di nuovi iscritti, la mancanza di fondi, l’impossibilità di garantire un servizio di qualità dal punto di vista della didattica e delle strutture. Lo scopo, quindi, è proprio scremare il numero di persone che possono accedervi.

Il voto minimo di accesso è passato da 95/110 a 100/110 e, anche per chi consegue la valutazione richiesta, è prevista una verifica sulle competenze acquisiste durante il percorso triennale.

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Il 19 aprile, invece, si riunivano i rappresentati degli studenti con la commissione preposta per confermare il ripristino del 95/110 come voto minimo di laurea per l’accesso, ma viene ribadito l’inserimento di una prova di verifica dei requisiti per tutti coloro che si iscriveranno a partire dall’a.a. 2018/2019.

È ancora tutto in fase di discussione e prima di qualsiasi decisione dovrà riunirsi il Consiglio di Dipartimento.

In cosa consiste il test?

Non si tratta di un test a numero chiuso e non precluderà definitivamente l’ammissione alla laurea magistrale.

La prova sarà orientativamente composta da una prima parte a risposta chiusa sulle competenze linguistiche, sulla storia della letteratura e sulla lingua e la letteratura latina. La seconda parte da una parafrasi o da un’analisi del testo.

La prova avrà una durata complessiva di 2 ore ed è prevista più di una sessione in caso di mancato superamento. Indicativamente la prima sarà a settembre e la seconda a novembre.

Gli studenti…

Nonostante il ripristino del 95/110, questa prova di valutazione ha creato diverse perplessità tra gli studenti laureati e anche tra i laureandi. Ricordiamo che ad essere più colpiti da questo provvedimento sono proprio i laureati del mese di marzo poiché, seppure ancora in corso rispetto all’a.a. 2016/17, il cambio successivo dei requisiti non permette loro di fare alcuna modifica alla carriera universitaria, in virtù dell’iscrizione alla magistrale a settembre 2018.

Per esempio, alcuni studenti della triennale di lettere si sono interrogati sulla legittimità del test, poiché verterebbe su argomenti d’esame su cui sono già stati valutati nel corso della laurea triennale.

Ancora gli studenti e le studentesse notano che, abbinato al mantenimento dei 50 CFU come primo requisito d’accesso, si propone come una superflua prova di verifica di competenze già acquisite.

Le tempistiche sono il focus più discusso e più chiacchierato. Ogni certezza fino ad ora acquisita vacilla proprio perché l’inserimento di questa prova non smentisce che né il test né l’eventualità di ripeterlo in più di una sessione comporteranno la perdita di un anno.

Anche durante l’a.a. 2017/2018, quando veniva inserito un voto minimo di accesso come soglia (95/110) per accedere alla magistrale in Italianistica, molti studenti sono stati costretti a partecipare alla sessione di laurea successiva, talvolta pagando anche la tassa da fuoricorso, per soddisfare questo requisito. Con l’innalzamento del tetto minimo di accesso la situazione non può che peggiorare.

Gli studenti, perciò, trovano indispensabile ad oggi collaborare con la commissione che redigerà la prova, perché risulti favorevole sia dal punto di vista dei contenuti che delle tempistiche.

Risulta infatti poco credibile l’inclusività di una prova di accesso, il cui scopo, presente nella stessa dicitura, è controllare gli accessi al corso di studi. In poche parole, l’Università sembra alla ricerca di uno sbarramento per pochi, giusto quelli che invaliderebbero la serietà e la qualità del servizio, numericamente parlando.

Cosa succederà?

Gli studenti hanno deciso di riunirsi nuovamente, durante il mese corrente, con la presenza di un professore per ulteriori chiarimenti.

Ci sono diversi punti di cui discutere, tra cui le tempistiche, chi deve sostenere la prova con particolare attenzione nei confronti di studenti provenienti da altri atenei, qual è il peso di un eventuale risultato negativo rispetto all’accesso alla magistrale.

È impossibile, ad oggi, avere un assaggio delle domande che potrebbero comparire nella prova, non esiste un campionario, ma i giovani studenti ribadiscono a gran voce la natura inclusiva con cui dovrà essere redatta.

 

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