SPECIALE BBU: MIGLIOR CANZONE

Spesso si tende a confondere l’Oscar alla Miglior Colonna Sonora rispetto all’Oscar alla Miglior Canzone: la differenza è invero molto semplice. Se un musicista, che può essere anche il compositore delle musiche del film in toto, scrive un brano singolo, particolarmente significativo per il film in cui è inserito, allora si tratta di una semplice canzone. E verrà premiato solo il compositore di quella canzone. La colonna sonora invece è l’insieme di tutti i suoni del film, siano le musiche o dei suoni particolarmente importanti. Vi ricordate il film di Jonathan Demme Philadelphia? Ecco, quell’anno (1994) l’Oscar alla Miglior Canzone venne dato a Bruce Springsteen per la celebre canzone Streets of Philadelphia, che accompagna i titoli di testa. Springsteen non aveva composto la colonna sonora del film, ma ugualmente venne premiato, perché la canzone era giustamente bellissima e contribuiva a rendere il film di Demme ancora più prezioso.

Quest’anno si sfidano infatti film molto eterogenei tra loro, proprio perché le cinque canzoni che sono in lizza sono state scritte da musicisti professionisti e, in alcuni casi, alquanto prestigiosi. Vediamoli insieme!

  • Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) – Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey, diretto da Sam Taylor-Johnson)

La canzone, un brano lirico e pop allo stesso tempo, segue le vicende erotiche di due personaggi che sono di diritto entrati nell’immaginario collettivo del mondo dall’uscita del world seller di E. L. James e, ancor più, dalla realizzazione dell’omonimo film. La candidatura, per quanto il film sia discutibilmente bello (anche se, di sicuro, interessante) è più che meritata.

  • Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) – Racing Extinction (diretto da Louie Psihoyos)

Si tratta di un importante documentario sull’estinzione del corso antropogenico di massa delle specie e che parla degli sforzi di scienziati, attivisti e giornalisti per frenarlo. Dal premio Oscar Louie Psihoyos , che ha diretto il documentario The Cove (2009 ), il film è stato proiettato in anteprima al Sundance Film Festival e in anteprima trasmesso in tutto il mondo su Discovery Channel in 220 paesi, il 2 dicembre 2015. Il film è stato prodotto dalla Oceanic Preservation Society. La canzone, come potete sentire, è favolosa:

  • Simple Song #3 (David Lang) per Youth – La giovinezza (Youth, diretto da Paolo Sorrentino)

Come al solito Sorrentino è garanzia di qualità, nonostante le critiche piovute sul suo ultimo film, specie in Italia. All’estero ha collezionato premi su premi, ma da noi lo sport nazionale è ovviamente rimproverarlo per un estro sicuramente difficile da comprendere nell’immediato. Quest’anno è il suo amato musicista David Lang, una delle più importanti figure della musica classica contemporanea (genere molto frequentato dalla scelta musicale sorrentiniana, specie da La Grande Bellezza) e da questo film attivo collaboratore del regista napoletano. Come sa chi ha visto il film, le Canzoni semplici sono il brano più famoso del compositore Fred Ballinger, protagonista del film. Questo anziano musicista (di classica contemporanea, guarda caso) si rifiuta per tutto il tempo di eseguire quei pezzi, che forse mal sopporta perché gli unici a essere ancora amati dalle persone (su tutti, la Regina d’Inghilterra), ma dietro ci sono delle ragioni più profonde, che attengono al suo delicato rapporto con la moglie. Il finale è maestoso. Il brano è stato registrato dalla grande soprano Sumi Jo, che nei making of del dvd ci fa sapere che “David Lang compone pezzi più difficili di Bach”. Come si può evincere da questa presentazione, la canzone semplice è fondamentale per questa storia. Una delle magie del cinema è proprio che un brano che non esiste nella realtà, ma che ha a che fare con la professione di un personaggio, può essere effettivamente ascoltato.

  • Writing’s on the Wall (Jimmy Napes e Sam Smith) – Spectre (diretto da Sam Mendes)

Forse conoscete l’ultima fatica del grande cantante pop britannico Sam Smith. Essa accompagna i titoli di testa futuristici e barocchi dell’ultimo capitolo di 007, che vede alla regia sempre Sam Mendes, e come protagonista il sempre convincente David Craig. Nonostante il film sia considerato un flop rispetto al precedente Skyfall, la canzone merita decisamente. 

  • Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) – The Hunting Ground (diretto da Kirby Dick)

Un gruppo di persone eccezionali ha lavorato a questo importantissimo documentario americano: il mitologico Kirby Dick, la grande Lady Gaga e la folta schiera di coraggiose donne (e qualche uomo) che ha deciso di denunciare una delle piaghe peggiori che affligge il sistema educativo americano: gli stupri (insabbiati dalle stesse istituzioni universitarie) delle ragazze (e non solo) nei college statunitensi. La canzone è un vibrante e commuovente atto di accusa e di solidarietà, un vero e proprio inno alla campagna di sensibilizzazione che le stesse vittime, lasciate sole a lottare contro un sistema profondamente marcio, hanno con audacia intrapreso per far sì che questi abusi finiscano. L’unica possibilità che questo avvenga è che le università USA smettano di proteggere questi criminali, che vengono, con sapienza e coraggio, denunciati dal documentario con nomi e cognomi, rivelando un nesso inquietante tra i loro profili e gli interessi che il sistema ha su di loro: sono spesso giocatori di basket, promettenti stelle della NFL, che portano milioni di dollari in sponsor e un grande prestigio per l’ateneo che ha avuto la fortuna di “educarli”. Proprio per questo, il prezzo da pagare per le anime comuni è quello di dover sopportare una sorta di diritto feudale che questi violentatori possono rivendicare all’interno del sistema. E’ un documentario crudo e psicologicamente devastante, che rivela quanto grande è il cinema americano, e quanto la sua dimensione “d’inchiesta” venga presa sul serio dagli intellettuali e artisti statunitensi. Come disse una volta Aldo Grasso, “una nazione che sa ancora riflettere sui propri mali, è una nazione con un futuro”.

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