Combatti l’inverno con un Cineforum casalingo, il primo per resistere al freddo a colpi di tisane e film!

Il freddo pungente ci mette ogni giorno alla prova. Capita che, per quanti strati indossiamo, non siamo mai abbastanza coperti. La tecnica del vestirsi “a cipolla” non funziona per tutti. Ci sono individui, come me, che covano amorevolmente il freddo dentro la gabbia toracica e non riescono a liberarsene, anche se inglobassero una borsa dell’acqua calda. Ogni tentativo è inutile, l’esperienza non mente mai.

Piuttosto che uscire, infatti, la scelta più sana e sicura è quella di rimanere a casa, in camera, a letto, sotto il piumone. Non nascondo che la pigrizia giochi un ruolo fondamentale in questa partita. La noia, però, è sempre dietro l’angolo, perché ieri avete visto 37 puntate della vostra serie televisiva preferita e, mancandone 3 dell’ultima stagione, preferite aspettare qualche giorno. In meno di una settimana avete visto 8 stagioni e deve rimanere un segreto tra voi e il piumone, per ovviare ai sensi di colpa.

Potreste leggere un libro, ma preferite guardare un film, un paio, anche tre, per stemperare la noia fino ad ora di cena. Anche dopo. Ecco, il mio obiettivo è quello di insinuarmi nella vostra stanza e di darvi qualche dritta. Certo, se non stessimo inconsciamente recitando nell’Era Glaciale 4, vi consiglierei di scappare nel Cinema più vicino e di scegliere un film a caso. Se state guardando la programmazione, state pesantemente barando.

giuliana iannotti (i 7 peccati capitali)
Giuliana Iannotti, I sette peccati capitali

Il mio consiglio? Un bel cineforum dentro casa, con i vostri coinquilini. Armatevi di tisane e riunitevi sotto lo stesso plaid. Che ne dite dei vizi capitali? Si, avete ragione, 7 film in un solo giorno sono ardui anche per voi. Bene, avete trovato cosa fare anche per la giornata di domani.

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia. Non essendo un’enciclopedia, non darò una definizione di tutte queste parole. Sarà divertente scovarne il collegamento, benché sia una mera interpretazione personale.

La superbia è il vizio più semplice da rappresentare, può essere intesa in diversi modi e, a favore, ci sono centinaia di titoli. Mi limito, per ignoranza e per presa visione, a citarne i più famosi: Le relazioni pericolose di Stephen Frears (1988), il leggendario “classicone” in merito; Il colore viola di Steven Spielberg (1985), decisamente più impegnato; La seduzione del male di Nicholas Hytner (1996), perché un po’ di esoterismo non guasta mai. Qualche film recente? Agorà di Alejandro Amenàbar (2009), per le femministe; Carnage di Roman Polanski (2011), intriso un po’ di ira; La grande bellezza di Paolo Sorrentino (2013) per cui l’accostamento, sebbene sembri ovvio, è davvero sottile.

carnage
Cineforum, Carnage

L’avarizia. Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese (1990), inciampando un po’ nel cliché che la Mafia è dotata di una bramosia sfrenata. Passando per un po’ di spietata gelosia femminile, Malèna di Giuseppe Tornatore (2000), con l’affascinante Monica Bellucci. Misery non deve morire di Rob Reiner (1990), tratto da un romanzo di Stephen King: le turbe mentali non deludono mai. Continuiamo, però, cercando qualcosa di congenito rispetto agli anni che viviamo. Il capitale umano di Paolo Virzì (2014), un bel thriller italiano, e Blue Jasmine di Woody Allen (2013), per festeggiare l’ottantesimo del regista. Per una nota più leggera, vi propongo due belle proiezioni basate sulla fantasia e sulla fervida immaginazione: Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone (2015) e Dark Shadows di Tim Burton (2012).

quei bravi ragazzi
Cineforum, Quei Bravi Ragazzi

Siamo giunti al vizio più interessante: la lussuria. Crash di David Cronenberg (1996), se ritenete che il feticismo e il sesso estremo siano argomenti interessanti. Labirinto di passioni di Pedro Almodovar (1982) è solo uno dei film che va a braccetto con questo vizio, poiché il regista è fortemente attratto dalla rappresentazione della carnalità e degli impulsi sessuali. Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999) pone le sue basi sul desiderio irrefrenabile del piacere sessuale, per evadere dalla propria quotidianità. Come in precedenza, tornando a noi, vi consiglierei Shame di Steve McQueen (2011), Notre Paradis di Gael Morel (2011), A Dangerous Method sempre di Cronenberg (2011): quando il sesso prende le redini della propria vita.

a dangerous method
Cineforum, A Dangerous Method

Quando si parla di invidia, attraverso un filo sottilissimo, c’è Ragazze Interrotte di James Mangold (2000), con Winona Ryder e Angelina Jolie nel pieno della forma. Se vi piacciono i film epici o ambientanti in altre epoche, ci sono Ladyhawke di Richard Donner (1985) e I Miserabili di Claude Leloch (1995). In tempi recenti, un lungometraggio interessante potrebbe essere Una Folle Passione di Susanne Bier (2014), perché l’amore può indurre gli uomini a compiere gesti estremi. Ancora di più, in Stoker di Park Chan-Wook (2013), è esplicito il prodotto tra l’invidia e l’amore. Se lo spionaggio vi intriga di più, dovreste guardare La Talpa di Thomas Alfredson (2011): un po’ tedioso, ma perfettamente ragionato ed eseguito.

ragazze interrotte
Cineforum, Ragazze Interrotte

Ecco, questo è il vizio per me più difficile: la gola. Per ostentare la banalità, su Chocolat di Lasse Harmstrom (2001) è caduta la prima scelta. Ho spulciato nei meandri più oscuri del mio cervello ed ho trovato delle proposte abbastanza interessanti. Ad esempio, una di queste è La Città Incantata di Hayao Miyazaki (2003). È vero, è un cartone, ma per quelli di Miyazaki non è mai troppo tardi. Il Pranzo di Babette di Gabriel Axel (1987), visto per l’occasione, è una commediola piacevole da guardare in compagnia. Sulla stessa linea d’onda c’è La Grande Abbuffata di Marco Ferreri (1973). Se preferite un contorno amoroso: Come L’Acqua per il Cioccolato di Alfonso Arau (1992) e Cous Cous di Abdellatif Kechiche (2007).

cous cous
Cineforum, Cous Cous

L’ira mi piace. Mi piace perché a questo vizio possono essere ricondotti alcuni dei miei film preferiti, quelli che potrei guardare anche cento volte senza esserne mai stanca. Ovviamente, direte voi, Il Corvo di Alex Proyas (1994) è uno di questi. Per ricordarvi che Banderas un tempo non parlava con le galline ed era un vero duro, potreste vedere Desperado di Robert Rodriguez (1995). Se volete perdere un po’ la testa, Mulholland Drive di David Lynch (2002) è la strada da percorrere. Tornando ai “giovani per i giovani”, Mommy di Xavier Dolan è un eccessivo mix tra amore e rabbia, tra autocontrollo e impulsività. Ma anche Anime Nere di Francesco Munzi (2014) e Revolutionary Road di Sam Mandes (2008) sono due ottimi candidati.

desperado
Cineforum, Desperado

Siamo arrivati al vizio che appartiene a tutti gli impigiamati come me e come voi che hanno intrapreso una relazione seria e duratura con il letto: l’accidia. Sorridendo, vi propongo Il Grande Lebowski dei fratelli Coen (1998), e mi auguro che non abbiate lo stesso rapporto con il water del vostro bagno. Lost in Traslation di Sofia Coppola (2003) è una storia d’amore inusuale, con un protagonista scontento e privo di entusiasmo. Per concludere questa carrellata di film a tema ve ne propongo altri 3, davvero meritevoli e al passo con i tempi: Habemus Papam di Nanni Moretti (2011), La Venere in Pelliccia di Roman Polanski (2013) e Solo Gli Amanti Sopravvivono di Jim Jarmusch (2013).

solo gli amanti sopravvivono
Cineforum, Solo Gli Amanti Sopravvivono

Mi raccomando, restate sintonizzati perché presto tornerò con un altro cineforum ed un altro tema. Uno al mese per i mesi invernali. Il “piano freddo” è appena cominciato!

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