Rigurgito Sociale #1: promoter seriali

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Lotta Comunista, Fastweb, i tipi dei braccialetti per il “reintegro sociale”, i promoter delle Ong e chi più ne ha più ne metta.

Ogni giorno siamo continuamente bombardati da decine di promoter che vogliono venderci qualcosa. Piazza Maggiore, via Rizzoli, Piazza Verdi… i luoghi più frequentati si riempiono di promoter dagli scopi più o meno (in)utili.

É così che ci si può ritrovare con un contratto che ti obbliga a destinare, ogni mese, X euro per i bambini poveri del Congo.

Per gli studenti, i peggiori sono sicuramente i ragazzi di Lotta Comunista. Nessun preconcetto politico, sono solo stancanti.

Minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana son lì appollaiati con la speranza di venderti il proprio giornale (tutto il rispetto per le libertà di stampa ma nel 2014 esistono numerosi corsi di marketing) o di invitarti alle proprie riunioni (un “leggerissimo” corso su Marx).

Una volta incappato nell’errore di cedere il tuo numero di cellulare, lì in quel momento, capisci che un call center sarà pronto ad assillarti. I rimedi son tanti, così c’è chi si improvvisa no global e confessa di non avere un proprio cellulare, il proprio numero lo fornisce variando qualche cifra, poi, c’è chi e troppo buono, cede il proprio numero e passa i giorni a memorizzare le almeno 3 o 4 numerazioni che utilizzano per invitarti agli incontri. Nota positiva? A detta loro, basta dire di non essere interessati per evitar rotture. Qualcuno di voi ci ha provato?

La zona universitaria ci fornisce numerosi altri esempi di “rompicojones”, tra i più divertenti ci sono i ragazzi che pubblicizzano un corso di memorizzazione veloce per imparare a preparare un esame in una sola settimana. Qualcuno di voi lo ha testato?

Se avete avuto esperienze paranormali simili, scriveteci a rigurgitosociale@bolognabloguniversity.it o commentate l’articolo.

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