BBreviU: Philip K. Dick’s Electric Dreams

Visionaria, soffocante, sensazionale nel senso di “Che provoca sensazioni”, una dietro l’altra e spesso diverse, a poca distanza. Philip K. Dick’s Electric Dreams è questo, e molto altro.

Oh, intendiamoci: il materiale è buono, e le sinapsi di Dick sono state alcune delle più brillanti mai apparse sul pianeta Terra.

Purtroppo però, come si sa, il mondo delle serie tv è pieno di materiale sorgente di pregevole fattura brutalizzato in sede di messa in pellicola.

Quel che resta di Dick

Un passo indietro. Philip K. Dick è uno di quei geni perduti nell’oceano della letteratura mondiale, come lacrime nella pioggia, di cui non si sente parlare.

Bradbury è quello che viene menzionato più spesso agli studenti pre-diploma, Asimov subito dietro mentre di Dick si perdono spesso e volentieri le tracce.

Errore madornale, se si pensa che la produzione per eccellenza della filmografia fantascientifica, Blade Runner, è tratto dal suo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”.

Libro stimolante che ha generato un cult che non ha precedenti né successori. Perché anche se non lo si è mai visto, tutti prima o poi ci si è imbattuti in qualcuno che ha detto “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”.

Magari con aria drammatica.

Ma gli showrunner sceneggiano pecore elettriche?

E qui arriviamo a Philip K. Dick’s Electric Dreams. Che è una serie antologica ben fatta, perché riprende fedelmente le tematiche dei racconti di Dick, racconti diversi da cui è tratto ciascun episodio della serie.

L’ansia del futuro, le mutazioni causate dall’abuso del potere scientifico, la società sempre più paranoica e di controllo.

Tutte cose che abbiamo visto in Blade Runner, e che stanno riemergendo in questi anni di riscoperta del lavoro di Philip K. Dick, dalle serie The Man in the High Castle (in Italia con il titolo “La svastica sul sole”) e Minority Report (sequel del film di Spielberg) al film Blade Runner 2049 che esce nelle sale in questi giorni.

Un progetto ambizioso, per una letteratura fantascientifica che, in questi tempi in cui di tecnologia idolatrata, ha molto da dire.

Non è un caso che a questo progetto abbiano aderito attori del calibro di Bryan Cranston (anche produttore esecutivo), Steve Buscemi, Richard Madden, Greg Kinnear, Terrence Howard, Maura Tierney ed Anna Paquin.

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