J.K. ROWLING E LA MALEDIZIONE DELL’ATTESA

A un mese dalla pubblicazione italiana dell’ultima storia del maghetto con la cicatrice, abbiamo tastato un po’ in giro, tra amici e non, l’aria che si respira tra i seguaci di J.K. Rowling.

Salvatore Bruno

Harry Potter e la maledizione dell'erede, J.K. Rowling

Harry Potter e la maledizione dell’erede, J.K. Rowling

Il giorno di uscita di un nuovo libro su Harry Potter potrebbe tranquillamente rientrare tra quelli scritti in rosso sul calendario.
Complice anche l’uscita di sabato 24 settembre scorso, i tanti e variegati fan italiani della Rowling hanno letteralmente preso d’assalto le librerie della penisola sin dalle ultime ore a ridosso della mezzanotte, affamati di quelle storie dal lontano 2008, attratti dalla miriade di eventi organizzati ad hoc per potersi accaparrare la loro copia.

Se per Harry come per i comuni babbani tutto è bene quel che finisce bene, alla sua creatrice, si dirà, va sempre meglio.
La comparsa sugli scaffali dell’ottava storia del maghetto cresciuto a pane e avventure è infatti l’ennesimo ingranaggio dell’affascinante quanto potente macchina del business e della creatività di Sua Maestà Joanne Kathleen Rowling. Gentildonna scozzese dal mezzo milione di copie vendute, che, manco a dirsi, stando a Forbes è anche una delle persone più ricche e influenti al mondo.

Una ricchezza che pare non essere soltanto relativa al suo conto in banca;
la nostra, infatti, per fortuna è nel pieno della sua forza creativa. A dimostrazione di ciò la notizia, pochi giorni fa, di ben cinque appuntamenti al cinema negli anni a venire con lo spin-off Animali Fantastici e dove trovarli, di cui lei è sceneggiatrice. Basato sull’omonimo libriccino e incentrato sulle avventure del mago Newt Scamander (che avrà il volto del noto Eddie Redmayne), il primo episodio arriverà al cinema il prossimo 17 novembre.

Un neo in tutto questo tuttavia c’è. E si potrebbe tranquillamente dire che la linea delle copie vendute de La Maledizione dell’Erede (che in tutto il mondo ammontano già a svariati milioni) è inversamente proporzionale a quella della critica che segue alla lettura.
La nuova avventura della saga, che si svolge 19 anni dopo gli avvenimenti di cui si parla in Harry Potter e i Doni della Morte, è infatti stata bacchettata da moltissimi. Non tanto per la storia in sé, che ha la bellezza e tutti i crismi dell’essere stata partorita dalla stessa mente dei precedenti romanzi, ma per la scelta della forma, con cui Mrs Rowling ha lasciato ai fan – compreso chi scrive – una leggera sensazione di delusione.

Sì, è comprensibile che non abbia avuto voglia o tempo di scrivere un altro romanzo per il fatto che si stia dedicando ad altre novità, perché pubblicare quello che alla fine è il copione di un’opera teatrale? Sì, l’aveva già annunciato, ma moltissimi si aspettavano qualcosa di più. Un qualcosa che fosse più vicino al tipo di romanzo a cui ci ha abituati, insomma. Non la stampa vera e propria dell’intera sceneggiatura di un’opera teatrale che, tra l’altro, riusciremo a vedere chissà quando. Se riusciremo mai a vederla, visto che viene rappresentata solo a Londra e al momento risulta essere sold out fino a quasi la metà del prossimo anno. Come se non bastasse, non si sa ancora se verrà prolungato il calendario della messinscena, portata in giro per il mondo o se ne sarà mai fatta una versione cinematografica.

Nonostante anni fa sembrasse irremovibile sulla creazione di un seguito di Harry Potter, l’uscita dell’ottava e inaspettata storia del maghetto dalla cicatrice a forma di saetta è la conferma che la Rowling è imprevedibile e sempre disposta a cambiare idea, a patto di sorprendere chi si è formato sui suoi romanzi.
Nei numerosi forum sul web come nelle chiacchiere a riguardo tra amici e conoscenti, sembra che quanti le hanno mosso delle critiche si siano concentrati maggiormente sulla trama e le abbiano già perdonato questa leggera fase di “debolezza”, facendola planare per poi rifarla ascendere velocemente all’Empireo degli autori di successo.

A una come la Rowling, che ha creato quello che tutti conoscono e amano, sembra si  possa perdonare di tutto. Al di là del fatto che le si dia l’innegabile etichetta di grande autrice, è innanzitutto una donna che ha formato un’intera generazione. La stessa generazione di quelli che si sono emozionati appena hanno letto del ritorno di Harry Potter. Dopo tutto questo tempo.

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