USA: delusioni e speranze post elettorali di un giovane studente italoamericano

Lo studente italoamericano Nicholas Borbely racconta lo spaccato di un’America ancora confusa dalla vittoria elettorale di Trump.

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Elezioni americane: “Not our president”«Senza riguardo ai risultati, queste recenti elezioni avrebbero rappresentato un momentostorico per gli Stati Uniti. Purtroppo in fine non saranno storiche nel modo in cui speravano tante persone. Mentre molti aspettavano fiduciosamente l’elezione della prima presidente donna nella storia del nostro paese, invece ci troviamo adesso con un uomo che ha vinto le elezioni solo per via dell’inutile e antiquato vestigio del collegio elettorale, che per l’interezza della sua campagna presidenziale ha approvvigionato e assecondato i segmenti della popolazionepiù sessisti, razzisti, omofobi, xenofobi, antisemiti, e islamofobi nel paese. Già con solo una settimana di seguito dall’annuncio della sua vincita, i crimini di odio contro le persone di colore, LGBT, immigrati, ebrei, e musulmani sono saliti alle stelle. Inoltre, la sua sconcertante credenza che il cambiamento climatico sia una farsa e la sua conseguente dedizione a eliminare la partecipazione degli Stati Uniti a tratti internazionali di sostenibilità ecologica potrebbero avere conseguenze devastanti per il clima non solo del nostro paese, ma globale.

C’è tanta discussione in questi giorni dei risultati delle elezioni, e tante persone hanno reagito in modo estremo e emozionale da entrambi i lati dello spettro politico. Però mentre tanti sostenitori di Donald Trump accusano i loro avversari di “lamentarsi” che la loro candidata nonabbia vinto, la realtà non potrebbe essere più tristemente diversa.

La realtà è che molte tra le popolazioni del paese adesso hanno paura per le proprie vite. E giustamente. Nei giorni successivi all’annuncio dei risultati, il presidente eletto parla in un modo decisamente più posato e sedato rispetto alla retorica aggressiva e divorziata dalla realtà che ha definito la sua campagna politica, con il risultato che alcune persone privilegiate si trovano più disposte a dargli una possibilità. D’altra parte tuttavia, che compia le sue losche promesse o meno, il paese ha perso, e ogni suo cittadino che non è un uomo cristiano eterosessuale di origine europee e non disabile è in pericolo. In Donald Trump, la così-chiamata “destra alternativa,” che in realtà sono letterali neonazisti, tra cui la infama Klu Klux Klan, ha trovato una figura politica dietro la quale può ristabilirsi, e la sua vincita le ha provveduto nuovo potere e comodità  di esprimere le proprie credenze odiose con l’illusione di maggior accettazione. Non si sentono più costretti a nascondere il disprezzo nei confronti di chiunque sia diverso, e così anche con più di un mese rimasto fino alla sua inaugurazione, le conseguenze delle implicazioni catastrofiche di questa elezione si stanno già manifestando. 

Con tutte queste insidiose ripercussioni molti si sentono comprensibilmente vulnerabili e devastati. Ma tra tutti gli scherzi di trasferimenti in Canada o di matrimoni con amici europei per ottenere altre cittadinanze, è necessario analizzare il proprio privilegio e pensare criticamente a ciò che possiamo fare tutti per lottare per l’America vera. Quella degli indigeni che combattano coraggiosamente a Standing Rock nel North Dakota per proteggere la propria terra. Quella dell’immigrazione che ha costruito uno dei popoli più variegati al mondo. Quella che ha legalizzato i matrimoni omosessuali al livello federale meno di due anni fa. Quella dell’infinita forza e sopravvivenza da parte delle minoranze razziali manifestate nel movimento “Black Lives Matter.” Questa America esiste ancora, nei milioni americani che sono in lutto per la rispettabilità della nostra politica nazionale. I più di 64 milioni che hanno votato per Hillary Clinton saranno sempre delusi che la natura storica di questa elezione non sarà definita dalla scelta della prima presidente donna degli Stati Uniti d’America. Ma se vogliamo sostenere i valori ed argomenti che avrebbe abbracciato una presidenza di Clinton, dobbiamo rimanere informati, determinati, e disposti a rimanere per lottare per i diritti dei nostri fratelli e sorelle emarginate. E’ la loro sicurezza che conta per la sopravvivenza della vera America.»

Nicholas Borbely è uno studente ventenne mezzo italiano e mezzo americano originario di Ann Arbor, Michigan, e Viadana, Mantova. Studia russo e relazioni internazionali presso Beloit College e vive da più di un anno a Beloit, Wisconsin. Prevede di laurearsi nel 2019.

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