Molti sono gli studenti dell’Università di Bologna che si spostano ogni giorno, dalla loro città, per frequentare i corsi e sostenere gli esami. Come riuscire a gestire lo stress?

Stazione Centrale di Bologna, un lunedì qualsiasi d’autunno, alle 7:15 a.m. Pioggia, foschia e 4ºC che non fermano le migliaia di facce assonate di quelli chiamati “pendolari”, tra i quali mi trovo.

Pendolare, secondo la Treccani, è “detto di chi, non risidendo nel luogo in cui si svolge la propria attvità, deve recarvisi ogni giotno, e ritornare ogni sera, servendosi, in genere, di mezzi di trasporto pubblici /ferroviari o automobilistici), ma anche, spec. Negli anni più recenti, di mezzi privati”.

All’interno dell’Alma Mater Studiorum ci sono migliaia ci studenti che ogni giorno escono di casa prima dell’alba per frequentare i corsi mattinieri in orario. Fare il pendolare, il più delle volte, non è una scelta volontaria, ma imposta dalle circostanze personali: ad esempio per non riuscire a trovare alloggio in città o per non disporre delle risorse economiche per affrontare gli affitti bolognesi.

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Lo studente pendolare è condizionato da questo fatto, impiega una quantità considerevole di tempo ogni giorno per percorrere la tratta università-casa, avendo di conseguenza meno tempo per altre attività.

Riuscire a frequentare, studiare, dormire un numero di ore decente e avere una vita sociale sembra impossibile, ma dalla mia esperienza personale, è una sfida che si può superare. Ecco alcuni consigli e trucchi per sopravvivere alla vita da pendolare:

Gestione efficace del tempo: risulta indispensabile conoscere bene (o avere SEMPRE a portata di mano) gli orari dei treni e autobus ed accertarsi che essi ci permettano arrivare in orario. Conviene anche essere aggiornato sui cambiamenti d’orari e percorsi ed eventuali ritardi. Ci sono delle app mobili molto utili in questo senso, come WIMB o JustInTran.

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Ottimizare i “tempi morti”: le attese si possono sfruttare per portare avanti certe attività quotidiane. Rispondere alle mail, studiare e perfino mangiare nel tragitto ci può aiutare a recuperare un po’ di tempo.

Organizzazione in anticipo: nella misura in cui è possibile, programmare e anticipare compiti e impegni universitari in base ai corsi e orari, così come altre attività quotidiane. Per esempio: organizzare le sessione di studio per esami e verifiche; lavoro su dossier, tesine e altre attività appena sono note le date degli appelli e delle consegne.
Altro consiglio utile è gestire i pranzi. Se non ti puoi permette di andare in mensa tutti i giorni e vuoi avere una dieta sana, cioè non consumare un trancio di pizza o un panino come pranzo abituale, bisogna portarsi il cibo da casa. Cucina grandi porzioni e conservarle in frigo o in freezer.

Kit di pronto soccorso: ci sono una serie di oggetti che conviene avere nello zaino sempre. Il mio kit di pronto soccorso sarebbe: fazzoletti, acqua, nécessaire da bagno con spazzolino da denti, dentifricio, trucco, caricabatteria e ombrello.

Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi: cerca di lasciare pronto tutto il possibile la sera prima: vestiti, zaino, pranzo. Dalla mia esperienza, meno si affida al cervello appena sveglio, meglio è.

La vita da pendolare non è facile e sicuramente non è fatta per tutti. Bisogna essere organizzato, responsabile e puntuale, resistere allo stress. Ma queste difficoltà hanno anche dei benefici per noi pendolari sofferenti: sviluppare delle abilità come ottimizzare il proprio tempo, conoscere bene le proprie capacità ed essere in grado di programmare il lavoro in anticipo.

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